venerdì, 28 aprile 2006

Vorrei continuare la riflessione riguardante il mondo della Cooperazione, in quanto ritengo sia una delle forme di impresa fra le più democratiche, questa mia convinzione nasce dal fatto che la cooperazione si pone come soggetto intermedio fra l'impresa privata e quella pubblica, e quì sta il punto centrale perchè non prefiggendosi il profitto come elemento primario ma la valorizzazione della mutualità intesa come scambio paritetico fra il socio e la cooperativa. Vi è quindi da parte del socio la soddisfazione di vedere realizzato assieme agli altri gli obiettivi di un reddito adeguato e di un ambiente di lavoro salubre oltre alla crescita professionale, tutti elementi questi compatibili con questo particolare tipo di impresa, proprio perchè viene valorizzato l'uomo prima del capitale. In ogni caso si differenzia dall'impresa pubblica perchè le motivazioni da parte del lavoratore non essendo coinvolto in prima persona nelle decisioni non si sente motivato e quindi non vi è particolare interesse a fare crescere questo tipo di soggetto.

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venerdì, 21 aprile 2006

Voglio trattare un argomento che mi sembra interessante anche alla luce delle pesanti critiche fatte in campagna elettorale dal premier Silvio Berlusconi che in maniera strumentale ha parlato della cooperazione come qualche cosa da eliminare o quantomeno da emarginare. L'argomento presenta problematiche vastissime da analizzare però io penso che alcune peculiarità mettono subito in evidenza il carattere democratico di gestire un'impresa cooperativa specialmente in un sistema capitalistico. Tra le prime vi è da parte dei soci l'autodeterminazione cioè non dover dipendere da un padrone nelle scelte gestionali dell'impresa, una testa un voto implica che in questo tipo di impresa prevale la persona ancora prima del capitale. Lo scopo sociale si basa sulla mutualità che significa in primo luogo la soddisfazione dei bisogni dei soci ancora prima dell'utile da distribuire agli azionisti. Altro aspetto importante è l'elezione dei propri organi direttivi in quanto tutti i soci hanno titolo di aspirare o proporsi per tale carica, pertanto vi è un continuo ricambio dei quadri dirigenti. L'assemblea rimane sovrana nelle decisioni e quindi vi è un coinvolgimento diretto dei soci affinchè le decisioni possano tradursi in fatti concreti, pertanto altro aspetto positivo è che tutti possono criticare ed essere sottoposti a critica. L'onere delle decioni viene abbastanza equamente ripartito, pertanto rispetto al singolo imprenditore che si deve da solo fare carico di tutte le incombenze con notevole stress e preoccupazione la cooperativa responsabilizza di più le persone. Dal punto di vista del profitto non vi è reale possibilità di distribuzione in quanto avendo delle agevolazioni fiscali la legge impone che deve essere portato a riserva legale e tale riserva non è distribuibile per tutto il resto della vita della cooperativa, ed in caso di scioglimento le riserve vengono devolute ai fondi mutualistici.

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